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Titolo
Secondo voi la mafia cos'è?

 Un bene per la nostra società perchè crea ricchezza.
 Una società segreta che si fa gli affari suoi e non incide sulle nostre vite.
 Lo Stato.
 Il male peggiore.



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Libero... si può!!!
Di Nignux (del 15/09/2008 @ 13:30:34, in SOPRAVVIVENZA, linkato 155 volte)

Un mondo fondato sulla condivisione piuttosto che sull'accumulazione di beni e saperi. Sogno? Utopia? Vi state chiedendo se io creda anche a Babbo Natale?

Eppure, da più di un ventennio ormai, grazie alla possibilità di comunicare tramite computer, milioni di persone stanno riscoprendo il concetto di condivisione. E non sto parlando semplicemente di scaricare musica da internet. Il fatto è che ogni vera innovazione tecnologica porta con mutamenti dai quali è impossibile tornare indietro. Quello del cosiddetto "peer to peer" o P2P, ovvero la possibilità di condividere file in rete, è infatti solo un aspetto di ciò che negli ultimi anni sta prendendo le sembianze di vero e proprio fenomeno sociale e di costume. E dall'ambito meramente informatico si sta ormai estendendo a quello artistico, creativo, didattico, culturale.

Ma procediamo con ordine.

Tutto nasce da un ricercatore del MIT (Massachussetts Institute of Technology) che, stanco di non poter modificare il software che usava sul posto di lavoro, in quanto soggetto ad una licenza d'uso che ne impediva qualunque “intromissione” (come tutto il software non libero o "proprietario", come poi verrà definito), decise di lanciare un progetto impegnativo quanto ambizioso.

Grazie alla formulazione di un nuovo tipo di licenza software, la GNU GPL (General Public License), e coinvolgendo programmatori pronti a contribuire, nel 1983 Richard Stallman, questo il nome del ricercatore, lancia un progetto per creare un intero sistema operativo libero, GNU, fondando, nel 1985, la Free Software Foundation.

Il progetto in pochi anni riesce a coinvolgere sempre più entusiasti ma agli inizi degli anni Novanta non ha ancora sviluppato il nucleo del sistema, la parte più impegnativa e complessa. Nel 1991, uno studente finlandese, tale Linus Torvalds, insoddisfatto del sistema operativo usato all'università, il Minix, decide di riscriverne il nucleo per divertimento, ma soprattutto lo mette a disposizione della comunità mondiale di programmatori in rete, che nel giro di pochi anni lo trasformano nel sistema più usato per i server web: il sistema operativo GNU/Linux. Il modello di sviluppo condiviso del software, contrariamente anche alle convinzioni tradizionali, si rivela una carta vincente e questo fa si che in giro per il mondo si creino vaste comunità di sviluppatori, ma anche di utenti, che contribuiscono attivamente testando i programmi. Con gli anni '90, Internet si diffonde con una velocità impressionante e Linux segue i suoi passi, mentre  cominciano anche a nascere le prime comunità virtuali per la condivisione di file e la prima enciclopedia universale libera: Wikipedia.

Nel 2002 vengono messe a disposizione le Licenze Creative Commons che si ispirano al modello copyleft (come la GPL), già diffuso negli anni precedenti in ambito informatico, e  possono essere applicate a tutti i tipi di opere dell'ingegno. Si diffonde così oltre i confini del software una nuova maniera di proteggere i diritti d'autore, che prende le mosse dalla necessità di arricchimento reciproco attraverso la condivisione e dalla consapevolezza che nell'era dell'informazione non ha senso mettere i lucchetti ai saperi. Ma come funzionano queste licenze?

Le Creative Commons stabiliscono una clausola fondamentale rispetto all'attribuzione della paternità dell'opera, che deve essere sempre riconosciuta, dando poi la possibilità avere diversi gradi di apertura nella condivisione del materiale protetto dalla licenza.

Come per il software è prevista la clausola del cosiddetto "share alike" che impone, a chiunque voglia redistribuire o modificare l'opera, di farlo sotto lo stesso tipo di licenza.

Una sorta di circolo virtuoso che impedisce a chiunque di mettere un “marchio” a ciò che è stato reso libero (per informazioni sulle Creative Commons: http://creativecommons.it/Licenze , per capire come non sia controprodcente per gli autori: http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/copyleft_booklet.html  ).

Ancora convinti che Babbo Natale non esiste?

 

by Nignux

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