Di Francis (del 22/05/2009 @ 18:59:12, in RITRATTI, linkato 99 volte)
Ho visto i due film sul Che, il primo sulla rivoluzione cubana e l'altro sull'ultimo periodo della sua vita in Bolivia. Mi ha preso una grandissima tristezza. Dov'è l'uomo nuovo che il Che sognava e che lui stesso rappresentava? A guardare il mondo di oggi c'è solo da piangere. L'egoismo delle persone non ha limite. La cosa bella è che si professano tutti religiosi, la maggior parte cristiani... ma nessuno fa niente per gli altri. La filosofia del nuovo millennio è questa: prima io, poi se ho qualcosa per i piu scalognati... va bene, se no che ci posso fare!!!! Naturalmente prima degli altri ci sono altre 30.850 cazzate da soddisfare e poi, forse se ci resta qualcosa, daremo 10 centesimi al bambino che chiede l'elemosina al semaforo.
Oggi non c'è piu neanche la speranza di un futuro in un mondo migliore. Il sistematico lavaggio a freddo del cervello ci fa rincorrere cose che dopo 2 minuti gia ci hanno stancato, comprare minchiate che poi poniamo nei nostri sgabbuzzini pieni di rifiuti o che rivendiamo per comprare altre cazzate piu nuove. Abbiamo elevato nuove mura per non far passare gli stranieri e ci vendono l'amore come fosse un telefonino che puoi comprare e regalare con il denaro. In tutto questo i mass media (in mano a chi comanda) ci trovano anche una morale che giustifica il razzismo, la loro pochezza intellettuale, i loro gesti contrari soprattutto alla morale di una religione che dicono di seguire. Ma chi ha creato gli stati nazionali? Dio? Gesù Cristo forse divise il mondo e disse: "...i "negri" in Africa, i Cinesi in Cina ed attenzione a non otrepassare la linea di demarcazione...." Sembrano lontane anni luce le parole del Che: "Siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario.."
Oggi sentiamo il peso dell'ingiustizia solo quando viene fatta a noi o a chi ci sta vicino, nonostante le comunicazioni hanno trasformato il mondo in un'unica grande città siamo distante anni luce dai nostri simili e ne paghiamo le conseguenze quando poi ci ritroviamo soli a combattere contro quelli che ci senbrano "mulini a vento".
Di Francis (del 17/02/2009 @ 19:07:36, in ATTUALITA', linkato 156 volte)
Mi ero ripromesso di non parlarne piu perchè mi ero annoiato di sentire il suo nome pronunciato 500 volte al giorno dalla televisione e scritto dai giornali. Oggi mi tocca, ma parlerò di lui senza pronunciare mai il suo vero nome ma battezzandolo Pol Pet ( a buon intenditore, poche parole). La notizia di oggi è che Pol Pet essendo non imputabile si è scansato, probabilmente, una bella condanna per corruzione dei giudici. Questo è un elemento incontrovertibile: in Italia la giustizia non è uguale per tutti e la cosa piu grave è che una delle prime cariche dello stato non puo essere giudicato, proprio colui che per moralita dovrebbe dare l'esempio al popolo. Naturalmente, subito, i soliti leccaculo hanno cominciato a ululare: giustizia ad orologeria... non capisco riguardo a cosa, visto che le elezioni in Sardegna sono gia in archivio con una schiacciante vittoria della Destra e che se giustizia ad orologeria doveva essere, sarebbe stata emessa prima delle consultazioni. Ma ormai in Italia siamo al teatro dell'assurdo. Macchiette impomatate si alternano giornalmente davanti le telecamere delle televisioni dicendo tutto e il contrario di tutto, i piccoli oppositori invece continuano a fare il gioco dei governanti permettendo a "Pol Pet" di affermare che in Italia siamo in un paese democratico, quando in realtà la democrazia non esiste. Questa per alcuni è un'affermazione grave, per altri uno slogan senza senso. Per me è un'affermazione grave, di cui sono prettamente cosciente e che non va inserita tra gli slogan che si usano oggi per fare politica. Vi spiego perchè: La coscienza delle persone, soprattutto di quelle meno colte, che non hanno difese e non possono capire tutti i trucchi della falsa informazione, è costantemente manipolata dagli impiegati del Leader Maximo Pol Pet; basta guardare qualsiasi trasmissione, anche non politica, per capire quello che succede. A volte basta un'inquadratura, poche parole, per stravolgere il sentire delle persone. Ma quello che mi stupisce non è quello che fanno Pol Pet ed i suoi seguaci, quello che mi sciocca è il comportamento degli oppositori. Costoro, per un certo periodo, sono stati al potere. Per ben due volte hanno governato il paese ma, nonostante tutto, mai hanno pensato seriamente di porre un rimedio a questo problema. Il sabotaggio giornaliero avveniva sotto i loro occhi impotenti. Probabilmente Pol Pet sapeva come tenere a bada la sua opposizione, i cui pezzi ogni tanto si trasformavano in strenui adulatori del leader. Come ogni buona dittatura che si rispetti, necessitano degli ingredienti e qui ci sono tutti: un leader maximo che ad un certo punto, nel suo delirio di onnipotenza, si senta manovrato direttamente da Dio, una folla di adulatori che gli crede, alcuni per convenienza (e sono i piu pericolosi), altri per ignoranza, un ministero di cultura popolare (min.cul.pop) che decide quello che deve entrare nelle teste dei sudditi (basta guardare solo mezzo telegiornale per capire sulla sua esistenza), un'opposizione parlamentare annichilita,divisa e che rincorre il leader maximo sul terreno da lui stesso disegnato, un'opposizione reale che viene invece perseguitata, torturata (fortunatamente oggi non siamo ancora a questi livelli, ma in futuro chissa...).
Di Francis (del 18/12/2008 @ 18:55:20, in SOCIETA', linkato 131 volte)
Chi ancora poteva avere qualche residua speranza di alternativa al sistema politico attuale, adesso è servito. La politica è affari, null'altro. Le ideologie sono state accantonate in favore di un pensiero unico che fa riferimento all'unica sola ideologia imperante: fare soldi. Con ogni mezzo, qualsiasi compromesso è fatto in funzione di questo. Non piu la politica al servizio del popolo ma la politica al servizio di chi la fa; il bene comune diventa bene privato ed il simbolo del partito diventa un marchio di vendita per avere un lasciapassare istituzionale per gli affari. Tangentopoli aveva scoperchiato un pentolone di cui tutti conoscevano il contenuto. Tutti sapevano ma nessuno aveva mosso un dito in quasi 50 anni di vita repubblicana. Lo spauracchio del comunismo regnante faceva si che le cose restassero come erano... per 50 anni. Nel frattempo il cancro della corruzione si addentrava nelle stanze del potere, arraffava tutto, poltrone dirigenziali, banche, telecomunicazioni, trasporti arrivando financo nella vita di un piccolo spazzino padre di famiglia che per essere assunto doveva chiedere il favore al capoccione di turno. L'Italia è cresciuta cosi... qualcuno credeva che dopo tangentopoli le cose sarebbero cambiate? In effetti si, le cose cambiarono; gli affaristi si fecero piu furbi, piu attenti. Se prima quasi tutto avveniva alla luce del sole, dopo tangentopoli iniziarono a lavorare sotto copertura, erano piu attenti a non lasciare tracce, aggiravano le norme (richieste a gran voce dall'opinione pubblica) ma non le rispettavano, solo le aggiravano perchè la corruzione ormai è nel sangue di questo paese. "Quando pagano tutti, non paga nessuno..." è questa l'idea che ha spinto in questi anni molte persone a mettersi in politica. La corruzione pubblica è come la mafia, quando non spara non è stata sconfitta, non ha rinunciato al suo ruolo di potere ne ai suoi affari, sta muovendo i propri fili nella tranquillita piu assoluta, perchè di questo ha bisogno per far proliferare i propri interessi. La corruzione politica è della stessa razza, se dopo tangentopoli, per qualche anno nessuno è stato piu arrestato, questo non significava che la corruzione era finita, ma significava che stavano lavorando nel sottobosco per appropiarsi di risorse appartenenti alla società. Risorse che vengono a mancare a tutti e che poi si traducono in servizi peggiori per i cittadini se non addirittura nel taglio di alcuni servizi fondamentali. Cosi tagliare risorse alla scuola, ridurre i servizi di assistenza che i comuni davano ai cittadini bisognosi, costringere un povero pensionato con una pensione da fame a pagarsi le medicine di cui necessita è normale oggi in Italia, perchè quella che una volta era la politica oggi è solo "business" e come sappiamo gli affari hanno gli "utili" al posto di un cuore.
Per quei pochi eletti che hanno deciso di non fare nervi con windows vista, e felicemente adoperano il free software (Linux per intenderci) ma che comprando il computer si sono trovati il "pacco" preinstallato, c'è la possibilità di chiedere il rimborso del costo del sistema operativo. Per fare questo pero bisogna seguire una procedura; come prima cosa non accettare il contratto della microsoft e formattare il computer ... comunque, vi passo la link del sito dell'ADUC (associazione per i diritti degli utenti e dei consumatorii) dove c'è tutto... procedura, moduli etc. etc.
Di Francis (del 06/11/2008 @ 13:26:54, in ATTUALITA', linkato 150 volte)
Mercoledi 5 Novembre 2008. Oggi è gia storia. Ricorderemo questa data come i grandi eventi che hanno caratterizzato la vita del mondo moderno, come la fine della seconda guerra mondiale, come l'11 settembre 2001. L'elezione a presidente degli Stati Uniti d'America di Barak Obama, padre keniota, pelle nera, è uno di quegli eventi che trascina con se innumerevoli significati, emozioni, sensazioni, speranze. Probabilmente oggi termina il lungo percorso di emancipazione degli afroamericani, le lacrime di Jesse Jackson e le feste in kenia sono i momenti piu emozionanti di questo evento. Oggi io mi sento americano, alla faccia di chi mi tacciava di antiamericanismo solo perchè criticavo la politica di Bush ( criticata pesantemente anche da molti americani). Oggi partecipo idealmente a questa grande vittoria democratica, a questa presa di coscienza popolare che cancella anni di intrighi, di elezioni forse falsate, di assassinii eccellenti, anni di maccartismo, di caccia alle streghe, di guerre sante... e per petrolio. Oggi riaccenderò la televisione per vedere un notiziario, nonostante dovrò sopportare i soliti stupidi commenti dei politici italiani. Oggi nasce una speranza, non solo per l'America ma per il mondo intero.
Di Francis (del 14/10/2008 @ 11:50:46, in TRAPANI, linkato 155 volte)
Ricevo e pubblico questa nota dal carissimo avvocato Vito mancuso. Non è che c'è bisogno di statistiche per capire che in questa città affoghiamo nella merda...
Diffusa oggi la classifica ecosistema urbano 2009 di Legambiente e Sole24ore.
Trapani perde 3 posizioni scendendo dal (vedi sotto evidenziato) 96° al 99° posto.
Anke stavolta la stampa locale ossequiosa riporterà che la classifica è di parte, che qualche funzionario non ha risposto in tempo ai quesiti, etc.etc.
La verità sta negli occhi di chi non vuol vedere: una città carto(ve)lina per attirare investimenti che non arrivano, una città capoluogo finta capitale del mediterraneo dove non parte neanke la nave per la tunisia (...e siamo al 2009 - 1 all'area di libero scambio euromediterranea), una provincia con il calo del 47% dei lavori pubblici, una città capoluogo dove per la cultura si investe meno dell'1% del budget, dove le periferie versano in un degrado galoppante, dove...(aggiungete la vs. e fate girare)
Saluti da trapani
CLASSIFICA FINALE ECOSISTEMA URBANO 2009 di LEGAMBIENTE
Dati 2007, elaborazioni 2008 / Differenza posizioni edizioni 2008-2009
POS.
Città
2008
DIFF.
1
Belluno
74,63%
1°
0
2
Siena
70,24%
6°
4
3
Trento
67,96%
7°
4
4
Verbania
66,38%
16°
12
5
Parma
65,69%
8°
3
6
Bolzano
65,59%
9°
3
7
Savona
64,72%
14°
7
8
Prato
64,10%
22°
14
9
La Spezia
63,50%
25°
16
10
Venezia
63,29%
11°
1
11
Genova
62,16%
13°
2
12
Mantova
61,79%
3°
-9
13
Ravenna
61,59%
28°
15
14
Perugia
61,45%
5°
-9
15
Firenze
61,34%
17°
2
16
Pavia
61,26%
10°
-6
17
Pisa
61,09%
12°
-5
18
Bologna
60,17%
23°
5
19
Ferrara
59,53%
27°
8
20
Bergamo
59,13%
2°
-18
21
Como
58,84%
21°
0
22
Udine
58,66%
20°
-2
23
Reggio Emilia
58,59%
15°
-8
24
Livorno
58,53%
4°
-20
25
Brescia
58,29%
35°
10
26
Piacenza
58,19%
46°
20
27
Rieti
57,95%
47°
20
28
Macerata
57,61%
19°
-9
29
Aosta
57,58%
39°
10
30
Cuneo
57,23%
60°
30
31
Terni
57,20%
51°
20
32
Varese
56,76%
32°
0
33
Ascoli Piceno
56,61%
24°
-9
34
Ancona
56,49%
53°
19
35
Cagliari
56,09%
52°
17
36
Forlì
56,06%
49°
13
37
Caserta
55,84%
41°
4
38
Campobasso
55,44%
18°
-20
39
Gorizia
55,00%
26°
-13
40
Cremona
54,94%
44°
4
41
Sondrio
54,89%
62°
21
42
Modena
54,87%
29°
-13
43
L'Aquila
54,26%
76°
33
44
Lecco
54,23%
30°
-14
45
Cosenza
54,21%
33°
-12
46
Grosseto
53,09%
70°
24
47
Pescara
53,05%
71°
24
48
Arezzo
52,69%
40°
-8
49
Milano
52,47%
58°
9
50
Trieste
52,44%
59°
9
51
Lodi
52,42%
61°
10
52
Asti
51,77%
43°
-9
53
Biella
51,70%
65°
12
54
Pistoia
51,68%
38°
-16
55
Teramo
51,49%
85°
30
56
Lucca
50,92%
31°
-25
57
Isernia
50,80%
54°
-3
58
Rovigo
50,69%
48°
-10
59
Chieti
50,66%
63°
4
60
Bari
50,52%
82°
22
61
Pesaro
50,41%
80°
19
62
Pordenone
50,37%
34°
-28
63
Rimini
50,00%
37°
-26
64
Padova
49,93%
67°
3
65
Sassari
49,83%
72°
7
66
Taranto
49,63%
79°
13
67
Vercelli
49,45%
90°
23
68
Nuoro
49,15%
92°
24
69
Novara
48,75%
42°
-27
70
Roma
48,68%
55°
-15
71
Treviso
48,58%
68°
-3
72
Torino
48,55%
74°
2
73
Potenza
48,51%
36°
-35
74
Messina
47,91%
56°
-18
75
Verona
47,86%
77°
2
76
Vicenza
47,82%
75°
-1
77
Oristano
47,00%
100°
23
78
Imperia
46,56%
84°
6
79
Foggia
46,51%
81°
2
80
Vibo Valentia
46,28%
57°
-23
81
Agrigento
45,15%
97°
16
82
Avellino
45,07%
45°
-37
83
Salerno
44,56%
64°
-19
84
Lecce
44,52%
66°
-18
85
Viterbo
44,49%
83°
-2
86
Alessandria
44,21%
87°
1
87
Brindisi
44,17%
69°
-18
88
Napoli
43,87%
91°
3
89
Massa
43,69%
73°
-16
90
Reggio Calabria
42,73%
78°
-12
91
Crotone
41,78%
88°
-3
92
Siracusa
39,15%
98°
6
93
Catanzaro
39,04%
95°
2
94
Caltanissetta
38,05%
99°
5
95
Latina
36,98%
93°
-2
96
Enna
36,95%
86°
-10
97
Matera
36,50%
50°
-47
98
Palermo
36,31%
89°
-9
99
Trapani
35,51%
96°
-3
100
Benevento
35,00%
102°
2
101
Catania
34,73%
94°
-7
102
Ragusa
32,85%
103°
1
103
Frosinone
28,04%
101°
-2
Fonte: Legambiente, Ecosistema Urbano 2009 (Comuni, dati 2007) Elaborazione: Istituto di Ricerche Ambiente Italia
Di Francis (del 18/09/2008 @ 18:16:07, in TRAPANI, linkato 182 volte)
Adesso si che possiamo dormire tutti piu tranquilli, anche a Trapani arriva il pacchetto sicurezza del governo Berlusconi. Il Sindaco Fazio, sulla linea dei suoi piu famosi colleghi leghisti, ha emanato un'ordinanza... contro i delinquenti? NOoooo... gli spacciatori? NOoooo... i borseggiatori o gli scippatori? No, niente di tutto questo. A Trapani il problema sicurezza si risolve eliminando i posteggiatori abusivi e togliendo gli zingari dai semafori!!!! Linea dura contro i parcheggiatori abusivi e gli zingari!!!L'ordinanza prevede gravi sanzioni per i parcheggiatori abusivi ed i mendicanti. Linea dura anche nei confronti degli automobilisti. Sono infatti previste sanzioni anche per coloro che elargiscono offerte o contributi connessi al parcheggio della propria auto o l'elemosina agli incroci... C'è da "scombisciarsi" dalle risate, se non fosse per una poesia di Brecth che mi è venuta in mente e che vi passo:
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.
Di Francis (del 16/09/2008 @ 19:46:50, in ATTUALITA', linkato 263 volte)
Uno storico siciliano, Carlo Ruta è stato condannato a 150 euro di multa (+ 5000 euro di spese processuali) perchè secondo il giudice Patricia Di Marco del tribunale di Modica, dirigeva un blog "www. accadeinsicilia.net" che non rispettava la legge italiana sull’editoria, risalente al 1948. Carlo Ruta avrebbe violato la legge e commesso il reato di stampa clandestina, in quanto il suo blog non risultava registrato presso il tribunale. Secondo la Di Marco, la legge n.62 del 2001, che ha integrato il testo del 1948, accomuna in un sistema unitario la carta stampata e i nuovi media e ha valore generale, tanto che ne consegue l’assoluta equiparabilità di un sito Internet a una pubblicazione a stampa. Io che sono per l'informazione libera senza intermediari e quindi per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti ricevo con sdegno e stupore questa notizia e in attesa di approfondimenti ve la consegno a voi cosi come mi è arrivata.
Questa è una storia vera, non è la sceneggiatura di un film con Robin Williams; tutto quello che leggerete in quest'articolo è verificabile in internet. Il professor Antanas Mockus stava tenendo una lezione nell'aula magna dell'Università di Bogotà a un pubblico distratto di studenti, figli di una città dove agli incroci ci si sparava addosso per stabilire chi avesse la precedenza. Il professore decise che voleva assolutamente farsi ascoltare. Era convinto di avere cose importanti da dire. Quindi salì in piedi sulla cattedra, si calò i calzoni e le mutande e mostrò il sedere agli studenti che ammutolirono. Il professore concluse la sua lezione e lasciò l'aula magna. Gli studenti erano ancora paralizzati a bocca aperta. Il professore venne espulso dall'università per comportamento disdicevole. Allora si arrabbiò e decise di presentarsi alle elezioni con un partito dal nome assurdo: "Partito visionario". Vinse le elezioni. Il suo programma di governo mirò innanzi tutto a dare ai cittadini la sensazione che qualche cosa stesse cambiando. Bisognava far diminuire la criminalità. Ma come fare? Antanas Mockus iniziò da un problema secondario, contiguo a quello della criminalità, di grande visibilità e relativamente semplice da affrontare con una terapia d'urto. La questione del traffico. E di questa questione secondaria affrontò la parte più semplice e visibile: i semafori. Nessuno si fermava ai semafori. L'idea fu che il rispetto delle segnalazioni semaforiche sarebbe stato un micro shock positivo per la città. Si decise per un'azione "molto comunicativa". (Ovviamente oltre all'azione spettacolare dovevano essere varate misure strutturali e questo fu fatto, come vedremo, solo successivamente). Il sindaco agì in modo inaspettato. Vennero ingaggiati tutti i clown della città e una bella mattina gli automobilisti di Bogotà trovarono i semafori presidiati da gruppi di clown che piangevano a spruzzo se non ci si fermava col rosso e invece danzavano e offrivano fiori a chi rispettava le precedenze. Contemporaneamente vennero distribuiti centinaia di migliaia di cartoncini con disegnato sopra il pugno con il pollice in alto nel gesto di "OK!". Lo stesso cartoncino rovesciato, pollice verso, significa disapprovazione. Ai semafori si vedevano i clown utilizzare questi cartoncini per approvare o disapprovare il comportamento degli automobilisti. E molti iniziarono a imitarli. E ben presto si scoprì che i bogotesi temevano più le prese in giro dei clown e degli altri automobilisti delle multe dei vigili. Il traffico iniziò a regolarizzarsi. Intanto vennero prese misure strutturali, venne raddoppiato il numero dei mezzi pubblici e vennero escogitati sistemi efficienti di sostegno alle famiglie povere, dando loro la possibilità di costruirsi case decenti sui terreni pubblici e trasformando la raccolta dei rifiuti in una risorsa per i più poveri: cibo, medicine e libri in cambio di rifiuti raccolti in modo differenziato. Così la macchina inefficiente di raccolta dell'immondizia, grazie a sistemi di riciclo e di valorizzazione, fornì lavoro per migliaia di persone attraverso una micro-organizzazione del servizio. E la città iniziò a essere pulita. Ha dato vita al programma Cavalieri della Zebra, per far in modo che i cittadini riconoscessero i bravi taxisti. In quindici giorni ne furono identificati 200, che formarono i primi Cavalieri della Zebra. Alla fine del suo mandato arrivarono ad essere 40.000. Creò le notti delle donne, durante le quali gli uomini restavano a casa mentre le loro mogli uscivano per le strade che di solito evitavano per paura. La prima notte delle donne riunì 70.000 donne per le strade. Propose di cambiare nelle chiese armi da fuoco e coltelli per buoni per regali natalizi. Creò la Legge Carota e chiese a bar e ristoranti di chiudere all’una del mattino per diminuire il consumo alcolico e di conseguenza la violenza cittadina. In un momento di scarsità d’acqua Mockus apparve in televisione facendosi una doccia, chiudendo il rubinetto dell’acqua mentre si insaponava, e chiedendo ai suoi cittadini di fare lo stesso. In due mesi la gente usava il 14% in meno di acqua. Oggi questa percentuale è arrivata a 40. E via di questo passo, semplificando la burocrazia e razionalizzando il sistema. Ma il punto di svolta nella coscienza che la città aveva di se stessa corrispose all'azione iniziale dei clown ai semafori e all'affermazione della cultura del rispetto del codice della strada. Le misure "a lungo termine" non erano state ancora realizzate ma già il numero di omicidi, rapine, violenze, suicidi, era drasticamente diminuito.
Un mondo fondato sulla condivisione piuttosto che sull'accumulazione di beni e saperi. Sogno? Utopia? Vi state chiedendo se io creda anche a Babbo Natale?
Eppure, da più di un ventennio ormai, grazie alla possibilità di comunicare tramite computer, milioni di persone stanno riscoprendo il concetto di condivisione. E non sto parlando semplicemente di scaricare musica da internet. Il fatto è che ogni vera innovazione tecnologica porta con sé mutamenti dai quali è impossibile tornare indietro. Quello del cosiddetto "peer to peer" o P2P, ovvero la possibilità di condividere file in rete, è infatti solo un aspetto di ciò che negli ultimi anni sta prendendo le sembianze di vero e proprio fenomeno sociale e di costume. E dall'ambito meramente informatico si sta ormai estendendo a quello artistico, creativo, didattico, culturale.
Ma procediamo con ordine.
Tutto nasce da un ricercatore del MIT (Massachussetts Institute of Technology) che, stanco di non poter modificare il software che usava sul posto di lavoro, in quanto soggetto ad una licenza d'uso che ne impediva qualunque “intromissione” (come tutto il software non libero o "proprietario", come poi verrà definito), decise di lanciare un progetto impegnativo quanto ambizioso.
Grazie alla formulazione di un nuovo tipo di licenza software, la GNU GPL (General Public License), e coinvolgendo programmatori pronti a contribuire, nel 1983 Richard Stallman, questo il nome del ricercatore, lancia un progetto per creare un intero sistema operativo libero, GNU, fondando, nel 1985, la Free Software Foundation.
Il progetto in pochi anni riesce a coinvolgere sempre più entusiasti ma agli inizi degli anni Novanta non ha ancora sviluppato il nucleo del sistema, la parte più impegnativa e complessa. Nel 1991, uno studente finlandese, tale Linus Torvalds, insoddisfatto del sistema operativo usato all'università, il Minix, decide di riscriverne il nucleo per divertimento, ma soprattutto lo mette a disposizione della comunità mondiale di programmatori in rete, che nel giro di pochi anni lo trasformano nel sistema più usato per i server web: il sistema operativo GNU/Linux. Il modello di sviluppo condiviso del software, contrariamente anche alle convinzioni tradizionali, si rivela una carta vincente e questo fa si che in giro per il mondo si creino vaste comunità di sviluppatori, ma anche di utenti, che contribuiscono attivamente testando i programmi. Con gli anni '90, Internet si diffonde con una velocità impressionante e Linux segue i suoi passi, mentrecominciano anche a nascere le prime comunità virtuali per la condivisione di file e la prima enciclopedia universale libera: Wikipedia.
Nel 2002 vengono messe a disposizione le Licenze Creative Commons che si ispirano al modello copyleft (come la GPL), già diffuso negli anni precedenti in ambito informatico, epossono essere applicate a tutti i tipi di opere dell'ingegno. Si diffonde così oltre i confini del software una nuova maniera di proteggere i diritti d'autore, che prende le mosse dalla necessità di arricchimento reciproco attraverso la condivisione e dalla consapevolezza che nell'era dell'informazione non ha senso mettere i lucchetti ai saperi. Ma come funzionano queste licenze?
Le Creative Commons stabiliscono una clausola fondamentale rispetto all'attribuzione della paternità dell'opera, che deve essere sempre riconosciuta, dando poi la possibilità avere diversi gradi di apertura nella condivisione del materiale protetto dalla licenza.
Come per il software è prevista la clausola del cosiddetto "share alike" che impone, a chiunque voglia redistribuire o modificare l'opera, di farlo sotto lo stesso tipo di licenza.
Una sorta di circolo virtuoso che impedisce a chiunque di mettere un “marchio” a ciò che è stato reso libero (per informazioni sulle Creative Commons: http://creativecommons.it/Licenze , per capire come non sia controprodcente per gli autori: http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/copyleft_booklet.html).