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Titolo
Secondo voi la mafia cos'è?

 Un bene per la nostra società perchè crea ricchezza.
 Una società segreta che si fa gli affari suoi e non incide sulle nostre vite.
 Lo Stato.
 Il male peggiore.



Ci sono 2 persone collegate


08/09/2010 @ 1.43.58
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Francis (del 22/10/2007 @ 18:36:27, in NEWS, linkato 201 volte)

Ho studiato giornalismo all'università di Palermo, ho praticato sia in televisione che sulla stampa. Nel giro di due anni ho lasciato: non c'era nulla di mitico e avventuroso nella professione in cui avevo creduto. Ero cresciuto con icone come Mauro Rostagno e Peppino Impastato, poi ho capito che loro non erano giornalisti e forse proprio per questo avevano seguito la loro strada sino alla fine piu tragica. Ho visto molti di quelli che potevano essere miei colleghi vendersi per un contratto da fame e scrivere stronzate che andavano bene al datore di lavoro; ho visto spacciare le piu svergognate bugie per verità e manipolare in continuazione l'opinione pubblica per gli interessi del potente di turno; ho visto GUERRE create su un tavolo e promozionate come si farebbe per il lancio di un nuovo prodotto di grido (questo lo abbiamo visto tutti). Non sono qui per svegliarvi, per farvi aprire gli occhi o altre amenità del genere. Sono qua per raccontare quello che vedono i miei occhi, chiamiamola "scrittura di base". Qui non ho bisogno di un editore, non ho bisogno di soldi, devo solo trovare la volontà di scrivere... e quella non manca. Quello che mi prefiggo è aprire delle breccie nel muro dell'informazione pilotata, di tirarne fuori le contraddizioni, di esprimere un pensiero libero sopra agli avvenimenti che circondano la mia vita. Fuori dalle etichette di regime (destra/sinistra), questo sarà uno spazio libero per chiunque voglia partecipare e apportare notizie. Non sarò ne catastrofista ma neanche buonista, scriverò su tutto e su tutti, cercando di non farmi prendere dai pregiudizi che navigano in ognuno di noi; mi piacerebbe coinvolgere molte persone in questo progetto, gente che non si accontenta dell'apparenza delle cose. Ci immergeremo nell'oceano dell'informazione cercando di non affogare, parleremo di politica, di cultura e anche di sport, cercando di non entrare nel gioco della contrapposizione, nei discorsi da bar. Una volta questo era impensabile, oggi abbiamo la possibilità di farlo senza dovere dare conto a nessuno, la tecnologia ce lo permette.

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Di Francis (del 26/10/2007 @ 18:42:43, in MUSICA, linkato 193 volte)

Ne è passato di tempo. Jazz... anima nera, Jazz...musica ribelle... sapevate che nei primi del '900 negli Stati Uniti si approvarono delle leggi contro il Jazz? Questi musicisti sovversivi!!! Sembra strano leggere queste cose oggi, questo ci fa capire l'importanza che la musica aveva in quegli anni. Quando si pensa al jazz si pensa alla "Black music", ma la leggenda di questa musica ribelle inizia incredibilmente a Salaparuta, in provincia di Trapani. Qui,  nel 1876 Girolamo La Rocca  con la moglie Vittoria Di Nino, partirano per New Orleans dove si stabilirono. Qui Girolamo La Rocca, che a Salaparuta era stato calzolaio e suonatore di cornetta nella banda del paese, aprì la sua bottega di calzolaio. In questa casa nacquero quattro figli: Rosario, Nick (Dominick James), Antonia e Maria.
Dopo la morte del padre, nel 1905 Nick La Rocca cominciò a suonare in vari gruppi e orchestre; formò la sua prima orchestra nel 1908, suonavano per pochi soldi o anche solo per dei drinks (anche se La Rocca era astemio). Nel febbraio del 1915, La Rocca e il suo gruppo andarono a Nord, a Chicago, qui comiciarono a suonare in vari club riscuotendo un enorme  successo, seguiti da gente come Will Rogers, Fanny Brice, Al Jolson. Quest'ultimo, arrivato a Chicago per recitare nel "Robinson Crusoe" al Garrick Theatre, riuscì a far venire da New York l'impresario Max Hart che, ascoltato il gruppo, lo scritturò per suonare a New York. Qui la band debuttò il 15 gennaio 1917. Anche qui il successo fu travolgente tanto che furono ingaggiati in locali dove si esibivano Fred Astaire ed Ed Winn. Durante la permanza a New York l'orchestra di Nick incise i primi dischi dell'intera storia del jazz.
"E quando la luce rossa si accese - ricordò La Rocca - avemmo il tempo di contare "uno-due" e fu un miracolo come cominciassimo insieme: non so, forse il buon Dio era con noi".
La data era il 26 Febbraio 1917, i brani: Dixieland Jass One Step e Livery Stable Blues; questo disco pubblicato dalla Victor ebbe un grande successo: un milione e mezzo di copie vendute a 75 cents ciascuna. Tutto ciò accadeva nel 1917, e cioé 8 anni prima che Louis Armstrong incidesse da leader il suo primo disco; a quell'epoca ovviamente non esisteva la TV e la stessa radio era agli albori e proprio per questo il successo è da considerarsi strepitoso. Si può ragionevolmente concludere quindi che il famoso disco comprendente "Dixieland Jass Band One-Step" sulla facciata A e "Livery Stable Blues" sulla facciata B, non é soltanto il primo disco di jazz "pubblicato", ma anche il primo "registrato".
Il salto successivo dell'Original Dixieland Jazz Band da New York fu la tournè in Inghilterra nel 1919.Anche qui il successo fu enorme e  l'evento più eclatante di quella lunga permanenza a Londra é del giugno 1919, allorché l'Original Dixieland Jazz Band fu prescelta per festeggiare la firma del trattato di Versailles che pose fine alla Prima Guerra Mondiale: La Rocca e la sua band suonarono alla presenza di Giorgio V e della famiglia reale. Durante il soggiorno inglese Nick La Rocca, incise dall'aprile 1919 al maggio 1920, diciassette pezzi per la Columbia britannica.
Nel 1920 ritorno trionfale a New York, dove continuò vivissimo il successo. Purtroppo nel 1922 cominciò inoltre un forte movimento d'opinione contro il jazz: la legge Cotillo bandì il ballo dopo la mezzanotte a Broadway, con conseguente riduzione del lavoro e delle paghe per le orchestre; fu bandito il jazz da tutti i locali di intrattenimento rispettabili, mentre la Victor cessava le registrazioni di dischi jazz. Stranamente in controtendenza la radio, che nel 1923 trasmise per la prima volta in assoluto del jazz, chiamando a suonare il gruppo di La Rocca.  Per un periodo di tempo La Rocca suonò ad Harlem, dove la legge anti-jazz ancora non era attuata, finché nel gennaio del 1925, affranto, sciolse la band per fare ritorno a New Orleans.
Per dieci anni, sospendendo, anche su preciso ordine del medico, ogni attività musicale, La Rocca si dedicò al lavoro di appaltatore edile e rifiutò varie offerte di contratti ed ingaggi; ma nel 1936, siriunì con i suoi vecchi amici musicisti per partecipare alla trasmissione radiofonica settimanale di Ed Wynn messa in onda dalla NBC Red Network.
La band fu inoltre invitata a varie trasmissioni radio come quella di Benny Goodman (il quale riconobbe l'influenza avuta su di lui giovane dall'Original Dixieland Jazz Band).  Nel 1937 la Band prese parte alla tournée di un vaudeville di Ken Murray e al film "March of Time".
Tornati a New Orleans La Rocca ed i suoi furono oggetto di grandi accoglienze e tennero anche un concerto al St. Charles Teatre seguito da un grande banchetto organizzato dal Presidente del Teatro.
Fino al 1938 le tournés continuarono con successo finché, La Rocca, dopo un'ultima  esibizione nel Texas, sciolse definitivamente il gruppo e ritornò a New Orleans, dove,  abbandonata per sempre qualsiasi attività musicale, riprese il lavoro di appaltatore edile.
Gli ultimi anni della sua vita li dedicò a comporre musica, in genere canzoni, e a tentare di ripristinare la verità storica sul suo contributo alla nascita del jazz, "la verità di Dio" usava dire, rendendo chiaro che non desiderava meriti non suoi, ma che la sua opera avesse il giusto riconoscimento.
Nick La Rocca é morto alle 3,40 del 22 febbraio 1961 all'età di 72 anni. Oggi, pochi ricordano che Nick La Rocca fu uno tra i primi musicisti a suonare il Jazz e di sicuro il primo a registrarne un disco.  

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Di Francis (del 31/10/2007 @ 19:24:23, in SPORT, linkato 207 volte)

Luigi "Gigi" Meroni nasce a Como nel 1943 e proprio a Como inizia la sua carriera calcistica nel campetto dell'oratorio. Cresce nel vivaio del Calcio Como ma nell'estate del '62, a soli 19 anni, passa al Genoa dopo 2 brillanti stagioni in maglia lariana.  La città marittima di Genova fa emergere in Gigi il suo carattere estroverso e controcorrente che si manifesterà poi nella sua interezza dopo il trasferimento a Torino nel '64. Con i granata allenati da Nereo Rocco l'ala numero 7 si fa immediatamente apprezzare per le sue giocate, i suoi dribbling e i suoi goal che, anche se pochi (nel Toro 24), sono ricordati nelle migliori cineteche del calcio.
Gigi è un lottatore, l'artista del gol impossibile, dei dribbling disegnati  su tela dalla mano di un genio, il giocatore più atterrato in area di rigore dai terzini innervositi dalle sue finte ubriacanti, ma anche quello che fa segnare tanto i compagni. Lo sa bene Combin, suo grande amico, scaricato da Juventus e Varese perché "finito" e rinato nel Torino grazie a Meroni, l'ala che gli passa la palla sempre nel momento giusto. Per gli altri giocatori granata, Gigi è una persona su cui si poteva contare, un amico capace, nonostante la sua sregolatezza, di essere un elemento fondamentale per un gruppo compatto e affiatato. Meroni ascolta i Beatles e la musica jazz, dipinge quadri, legge libri e scrive poesie. Convive nella "mansarda di Piazza Vittorio" insieme a Cristiana, la "bella tra le belle" dei Luna Park della quale si innamorò follemente tanto da presentarsi al matrimonio imposto dai genitori di lei per cercare di fermare la cerimonia.
"Mister mezzo miliardo". Così lo chiamano i giornalisti quando il giovane Agnelli cerca di portare l'ennesimo campione alla Juventus sborsando una cifra per quei tempi impensabile. Ma una vera e propria rivolta dei tifosi del Toro impedisce il suo trasferimento. I giovani tifosi si identificavano in Meroni, un esempio da seguire in campo e nella vita degli anni che precedono il '68. Quando Edmondo Fabbri lo chiama in nazionale, gli impone la condizione di tagliarsi i capelli. Lui che disegna i vestiti che indossa sui modelli di quelli dei Beatles, che passeggia per Como portando al guinzaglio una gallina, che si traveste da giornalista e chiede alla gente cosa pensa di Meroni, la giovane ala destra del Torino rifiuta la convocazione.
Veste ugualmente la maglia azzurra per giocare i disastrosi mondiali del '66 dove segna due gol contro la Bulgaria e l'Argentina. A lui è attribuita parte della colpa della disfatta, non tanto per il giudizio del campo, ma tanto per quello che rappresenta (nella disastrosa sconfitta contro la Corea del Nord non viene nemmeno schierato). Meroni è scomodo alla società italiana ancora troppo conservatrice, un personaggio costantemente in lizza con l'opinione pubblica.Per Gigi vivere in quel modo vuol dire essere felici, non lo fa per una questione di immagine come molti farebbero oggi, lui è così.
Muore tragicamente il 15 ottobre 1967.. Lui insieme al suo compagno di squadra Fabrizio Poletti attraversa Corso Re Umberto, dove si è appena trasferito dalla "mansarda di Piazza Vittorio", per andare a prendere un gelato. E' travolto dall'auto di un diciannovenne appena patentato. Ironia della sorte l'investitore, Attilio Romero, sarà in seguito presidente del Torino Calcio e guiderà al fallimento la gloriosa società. Muore la sera stessa per i gravi traumi riportati assistito da Cristiana, dai familiari e dai suoi amici. Ai funerali partecipano migliaia di persone per colui che fu il giocatore più amato e nello stesso tempo odiato d'Italia. Nel punto in cui fu investito i tifosi di Gigi ancora oggi portano fiori in sua memoria. La domenica successiva alla sua morte si gioca il derby con la Juventus che il Torino vince per quattro reti a zero (cosa che non è più successa). Tre goal sono messi a segno dal suo grande amico Combin che malgrado i 39 gradi di febbre scende in campo ugualmente. In molti sostengono che il quarto goal è segnato dalla maglia numero 7, indossata quella domenica da Carelli.

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Di Francis (del 06/12/2007 @ 19:36:43, in TRAPANI, linkato 170 volte)

Il 26 settembre del 1988 veniva assasinato a Lenzi Mauro Rostagno, sociologo, leader movimentista e, nell'ultimo periodo della sua vita, giornalista (non iscritto all’Ordine dei medesimi con sommo disappunto dei colleghi). Perchè a quasi 20 anni dalla sua morte parliamo ancora di Mauro Rostagno? Credo per 2 motivi principali: per il carisma della persona, per quello che stava facendo a Trapani (citta sonnolenta) e principalmente perchè ancora oggi non si sa quasi niente sul suo omicidio. In un periodo in cui ormai è stata fatta luce quasi totale su 40 anni di brutalità mafiosa è a dir poco strano che nulla si sa sopra l'omicidio Rostagno. Migliaia di pentiti hanno raccontato tutto sopra a omicidi, stragi, intrallazi, ma solo poche parole sopra all'omicidio Rostagno, ed in fondo niente di penalmente rilevante. Come mai, mi chiedo.. C'è qualcosa che non quadra, tutto non quadra in questa vicenda, ricapitoliamo: Mauro arriva a Trapani come arancione nella comunita Saman (in sanscrito significa canzone) che inizialmente era una comune dedita alle tecniche meditative di Osho. Francesco Cardella ne era il capo, non fosse altro perchè era il proprietario del baglio in località Lenzi dove si stabilì la comunità. Nei primi anni di insediamento non si sente in città parlare molto della Saman, se non per la stranezza dei loro abiti e delle belle ragazze che spesso vi arrivano. Con il tempo a Saman si rendono conto che le tecniche di meditazione e lo stile di vita che praticano puo essere d'aiuto a chi nella vita ha avuto problemi con le droghe. Aiutare il prossimo, dare una speranza di vita a chi l'ha persa.... perchè no. Mauro si getta, come sempre nella sua vita, anima e corpo in questa esperienza, naturalmente insieme ad i suoi amici di sempre: Francesco e Chicca. La comunità cosi diventa terapeutica. All'inizio è dura: non ci sono soldi e le persone che arrivano hanno bisogno di cure. Poi comincia ad arrivare qualche finanziamento... non è che si naviga nell'oro, pero è un buon periodo. La comunità cresce. Si cerca di insegnare un lavoro ai ragazzi, c'è una opportunità: la televisione, il giornalismo, la comunicazione. Mauro ha studiato sociologia, da sempre grande comunicatore, dirigente di lotta Continua che vanta una buona esperienza nel quotidiano del movimento. Cosi Rostagno ed i suoi ragazzi cominciano a lavorare in televisione... a Trapani. Il modo è tagliente e ironico nello stesso tempo. In una città dove nessuno ha mai detto "A", questo sembra incredibile. Gli scagnozzelli che gestiscono il potere (per conto di altri) non sono tranquilli, Mauro li martella, ed il problema è che Mauro ha seguito: la gente, il cosiddetto "popolo" appoggia Mauro, un intellettuale piemontese che ama la Sicilia. Mentre la popolarità di Mauro va crescendo, succede un altra cosa importante. Viene approvata una legge antidroga mostruosamente antiproibizionista fortemente voluta da Bettino Craxi, allora presidente del consiglio. La Iervolino-Vassalli, ( dal cognome dei 2 relatori della legge) si dice sia stata redatta sotto le indicazioni di Francesco Cardella amico fraterno di Antonio Craxi, fratello di Bettino. Si rischia la galera per una canna (spinello); l'alternativa è una comunità terapeutica. Carcere o Comunità? Ma chi paga la comunità? Ovvio, il sistema sanitario nazionale!! I tossicodipendenti ed anche i tossicomani (chiamati cosi quelli che qualche volta fanno uso di sostanze alteranti) sono considerati degli infermi, dei malati a tutti gli effetti da sottoporre a terapie. Mauro, liberale da sempre, in una intervista a Claudio Fava non si mostra molto entusiasta della legge; è vero che nei suoi interventi televisivi parla di traffici e di storie pesanti, riferendosi anche a sequestri di marjuana e cannabis che vanno ad alimentare le ricchezze della mafia, ma da questo, a dire che fosse un proibizionista... ce ne vuole. In questo periodo succede un altra cosa: Il caso Calabresi. Leonardo Marino un ex operaio, militante di Lotta Continua diventato rapinatore, dopo sedici anni dall'omicidio del Commissario Calabresi, si pente e si autoaccusa dell'omicidio dicendo che i mandanti erano stati i dirigenti di Lotta Continua: Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani. Non entriamo nel merito del processo farsa e di come si concluse, fatto sta che Mauro Rostagno come ex dirigente di Lotta Continua riceve un invito a comparire dalla magistratura che sta seguendo le indagini del caso. C'è poi la storia dei suoi servizi giornalistici sull'omicidio del sindaco di Castelvetrano, Lipari; omicidio avvenuto mentre a Castelvetrano c'erano presenze alquanto inquietanti... Nitto Santapaola e i suoi amici. Mauro ne fa uno speciale che passa su RTC senza censure!!!! Gli interessi sono enormi e non dimentichiamo che quelli sono gli anni di piombo dei corleonesi e dei loro alleati. C'è poi un filo che conduce all'omicidio di Ilaria Alpi in Somalia, anche questo un omicidio irrisolto. C'è un tassello che unisce le due storie, è un maresciallo del sismi, Vincenzo Li Causi, guardacaso vittima di uno strano incidente militare in Somalia. Il comune denominatore più pesante tra questi delitti è quello del traffico di armi coperto dalla «cooperazione internazionale». Rostagno lo avrebbe filmato, nascondendosi dalle parti di un aeroporto militare ufficialmente dimesso, quello di Kinisia, alle porte di Trapani, provò a svelarlo ma venne ucciso prima di riuscire a parlare di uomini in tuta mimetica che scaricavano dal ventre di un Hercules C 130 casse con medicinali, per caricare casse con armi che venivano anche provate prima di imbarcarle: realizzò un filmato, una cassetta che teneva sulla scrivania nella tv locale dove lavorava a Trapani, Rtc, e che sparì dopo il delitto. Un investigatore mi insegna che la prima cosa da guardare in un delitto è: chi ci ha guadagnato da questa morte.... Credo che molti abbiano tratto vantaggi dall'omicidio di Rostagno e che oggi a quasi 20 anni dalla sua morte si brancola nel buio perchè le persone coinvolte in questo omicidio sono ancora forti e potenti e probabilmente ancora nei loro posti di potere. Intanto il caso non è stato archiviato e questa almeno è una buona notizia.. resta qualche speranza che in 6 mesi qualcosa venga alla luce, anche se sarà difficile.

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Di Francis (del 15/04/2008 @ 19:51:54, in NEWS, linkato 182 volte)

Continua l'era Berlusconi. Il popolo italiano a decretato la vittoria della destra, l'ha voluta, richiesta a gran voce negli anni del governo Prodi e adesso finalmente l'ha ottenuta, netta, senza lasciare dubbi a nessuno... la sinistra sparisce, perchè il Partito Democratico è, sulla base del programma, un partito di centro. Non sono preoccupato per il risultato elettorale, nessuno puo essere preoccupato, perchè gia si sapeva da tempo; quello che mi preoccupa di piu è cosa rappresenta questa netta vittoria della Lega al Nord. Quali sono le motivazioni che hanno spinto le persone a votare Lega Nord? Naturalmente la paura, alla base la paura di essere rapinati, di essere sequestrati in casa da un extracomunitario, di vedere il figlio rincoglionirsi con le pasticche vendute ad un angolo della strada da un albanese, di vedere crescere in  città in modo esponenziale il numero dei musulmani... estremisti... e quelli potrebbero mettere le bombe!!! Naturalmente tutte paure alimentate da una televisione scandalistica e faziosa e da una sinistra utopistica che non ha mai pensato all'immigrazione come ad un problema. La Lega rappresenta questo: il chiudersi a riccio, il "ho siete in regola o ve ne andate!!!", "le moschee se le facciano nel loro paese!!!" e credo che se la Lega si fosse presentata in tutta Italia, avrebbe preso voti ovunque, perchè loro, per l'immagine che danno in televisione, oggi, sono i paladini dell'ordine contro le invasioni extrabarbariche. Il centrosinistra portava in dote a Veltroni un indultino che aveva riempito le strade di microcriminalità e che dopo i primi mesi di allegerimento e una serie impressionante di piccoli furti, scippi, rapine etc. etc. aveva riportato le carceri allo stato di prima: sovraffollate. Anche se l'indulto fu votato da alcuni gruppi della destra, l'immagine che restava era quella del ministro Mastella e di Di Pietro che gli votava contro.  Dietro l'esplosione della lega al nord c'è solo questo, nient'altro...  Ma dietro la vittoria della destra non c'è solo questo, c'è ancora lui: Berlusconi. Ha avuto ragione su tutto: in un colpo solo si è tolto dalle palle Casini, ha ridotto Fini al mero ruolo di suo vassallo e, grazie alla legge approvata 2 anni fa e al PD, ha distrutto la sinistra comunista di derivazione marxista, quella che gli dava gli incubi nella notte. Adesso lui è la, sul ponte del comando e questa volta non ha avuto neanche bisogno di fare promesse stratosferiche!!! Le uniche 2 promesse che ha fatto sono state: via l'ICI e il Bollo auto, e qui ci guadagniamo tutti!! eh eh eh... Ho letto commenti di persone che vorrebbero partire dall'Italia, emigrare... ma stiamo scherzando???? Volete perdervi i prossimi 5 anni di risate!!! Si sta per partire: Alitalia, la "monnezza" di Napoli... L'Italia cambierà in peggio, niente sarà risolto...
Adesso pero  i "leader" del cosidetto centro sinistra, della sinistra detta rivoluzionaria (anche se non ha mai fatto o tentato di fare una mezza rivoluzione), inizieranno una seria riflessione, finalmente avvieranno quel rinnovamento che non c'è mai stato, nonostante le sconfitte. Ricordate Nanni Moretti a Piazza Navona nel febbraio 2002? ricordate: "...con voi non vinceremo mai" !!! Ma loro sono sempre la!! Gli stessi di allora, e gli stessi erano alle scorse elezioni che vinsero per un soffio, nonostante il malcontento regnasse nel paese per i 5 anni del governo Berlusconi. Avrebbero dovuto schiantare la destra, invece... una misera vittoria. Li vogliamo elencare?  Si pensava che la facccia candida di Veltroni poteva occultare le facce di D'alema, Fassino, Pecoraro Scanio, Rutelli....  ? Sono ancora la, come lo erano 10, 15, 20 anni orsono.

Adesso è ora che prendano atto della sconfitta e che vadano in pensione, gli spettano laute ricompense per questi anni di disservizio al paese...... Berlusca si sconfigge con l'applicazione, il servizio, facendo vera politica, sul territorio, aiutando le persone giorno per giorno nel disastro di un sistema politico-economico che è figlio del disastro culturale di una nazione.

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Di Francis (del 17/04/2008 @ 18:25:21, in NEWS, linkato 194 volte)

E'gia attiva a Pordenone la prima rete wireless pubblica a disposizione di tutti i cittadini. Gia adesso nella zona del centro storico della città qualsiasi cittadino avendo un computer con comunicazione wireless e la carta servizi rilasciata dalla regione, puo connettere il suo computer a internet e navigare senza pagare una lira. Naturalmente questo è un primo passo, l'obiettivo è quello di arrivare a coprire tutta la città entro la fine dell'anno.
Questo è il futuro, almeno dovrebbe essere... cosa significherebbe realizzare un progetto del genere... Immaginiamo se in ogni citta ci fosse una rete wireless gratuita: chiunque si potrebbe connettere ad internet senza problemi e senza pagare niente, avrebbe una connessione sempre a portata di click e con i nuovi telefoni wireless di skype, tanto per fare un esempio, una persona potrebbe chiamare spendendo niente, o pochissimo per chiamare utenti di altri gestori o utenti di altri stati. Addio canoni, bollette telefoniche, costi aggiuntivi, servizi, tasse di concessione governative...

Oggi è un periodo di crisi, le famiglie hanno problemi ad arrivare a fine mese, i consumi sono bloccati, sapete quanto questo potrebbe far risparmiare all'anno ad una famiglia? Ad occhio e croce... siamo sui 300 euro l'anno!!!! (solo per chi paga un canone). Fate una cosa, date un occhio alle vostre ultime bollette, fate una media, la moltiplicate per sei e avrete l'importo di quello che potrete risparmiare con una rete wireless gratuita fornita dal comune della vostra città. Pensiamo anche alle imprese che hanno necessita di comunicazione maggiori rispetto ad una famiglia.
Naturalmente le compagnie telefoniche osteggieranno in tutti modi iniziative del genere, perchè i loro enormi guadagni derivano dal fatto che tutto questo esiste ancora solo nella fantasia di pochi e nessuno tra i nostri politicanti, ripeto nessuno, nella scorsa campagna elettorale, ha mai parlato o accennato ad una iniziativa del genere.
Cosa bisogna fare allora perche i nostri governanti prendano in considerazione questo progetto che non ha costi faraonici ma che potrebbe offrire un servizio utilissimo a tutti i cittadini? Facciamo come ha fatto il mio amico Umberto: scriviamo al sindaco della nostra città, agli uffici predisposti che si dovrebbero occupare di queste cose, agli assessori, al presidente della regione, invadiamo le loro caselle di posta elettronica chiedendo la progettazione e poi l'attivazione di questo servizio che non puo fare altro che bene alla collettività.   

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Di Francis (del 23/04/2008 @ 17:48:22, in ATTUALITA', linkato 195 volte)

Venerdi 25 Aprile ci sarà il secondo VDay organnizzato dagli amici di Beppe Grillo. Questa volta la giornata sarà dedicata all'informazione, un'informazione che ho definito dopata nella presentazione di questo blog. Saranno promossi 3 referendum che mirano all'abolizione dell'ordine dei giornalisti ed all'abbattimento della "casta" che insieme all'altra (quella politica) governano l'Italia da sempre. Una volta i popoli si conquistavano con la forza, gli eserciti scendevano e salivano e militarmente occupavano un territorio obbligando le persone che vi abitavano a diventare sudditi del Re o dell'Imperatore che li aveva conquistati. L'elemento discriminante quindi era la forza fisica, con quella, i popoli sottomettevano altri popoli. Con il progresso e lo sviluppo delle comunicazione tutto questo si è rivelato superato... la forza si usa ma in casi davvero estremi, quando non se ne puo fare a meno. Si è passato ad un'annessione delle coscienze che passivamente subiscono i messaggi e la propaganda  del piu forte di turno. Prendiamo un esempio: il Tibet. La Cina lo occupò militarmente nel 1950, nel 1959 si scateno la repressione cinese sopra a Lhasa. I monaci furono sterminati, i monasteri chiusi, il Dalai Lama costretto a riparare in India. Da allora, c'è la volontà del governo cinese di annientare totalmente la cultura tibetana. Quindi una propaganda martellante sui mass media (in Cina la chiamano libera informazione) e il tentativo di cancellare la lingua tibetana, l'idioma... da sempre segnale di riconoscimento di un popolo (alle scuole si insegna il cinese). Altro esempio è l'Italia. Il regno d'italia non è mai esistito. Dall'impero romano in poi l'Italia è stata sempre suddivisa in un numero di stati e staterelli sottomessi a volte all'Impero di turno. L'Italia era unita solo sotto l'Impero Romano. Garibaldi riusci a unire l'Italia sotto la bandiera dei Savoia, ma nonostante tutto, sino agli anni '60, culturalmente il bel paese continuava ad essere diviso in regioni. In quello che non riuscirono gli eserciti e le forze di polizia, riusci la televisione. La televisione in 20 anni cancellò una ventina di dialetti e porto le persone a sentirsi figli di un'unica nazione. La propaganda lavora sulla coscienza, alla base dei desideri, la propaganda apparentemente ti lascia libero di scegliere, ma in realtà non hai scampo, perchè i tuoi pensieri sono basati sui dati che loro ti hanno dato, la tua coscienza è stata nutrita per anni. Per questo, spesso la gente è infelice e non sa nemmeno perchè... il corso della loro esistenza è stato deviato da una propaganda a cui non importa dello star bene delle persone; la loro vita è innaturale, seguono falsi desideri e lottano per raggiungerli e, dopo che li hanno realizzati  non si sentono appagati. Ecco da dove nascono le frustrazioni, i maggiori problemi dell'uomo moderno. Naturalmente l'informazione è alla base di tutto questo. Una informazione libera ti da la possibilità di scegliere, di decidere per la tua vita, di vedere le cose a 360°, perchè non esiste una sola verità ma tante verità, a secondo di dove le guardi. 

Io firmerò per il referendum, augurandomi che tanti altri lo faranno perchè la vera libertà nasce dalla libera informazione.   

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Di Francis (del 26/04/2008 @ 17:53:42, in ATTUALITA', linkato 208 volte)

Il giorno dopo il V-Day è quello della consapevolezza. La certezza che l'italia non è solo un gregge di pecore guidato dai cani "di mannara". E' inutile ricordare i numeri del grande successo della manifestazione,  piu utile aprire alcune rifflessioni. Ho letto alcuni articoli di commento sulla manifestazione, questa volta, piu della prima,  la stampa non poteva ignorare. Non voglio fare pubblicità gratuita a questi editorialisti e quindi non scrivero nomi e cognomi, perchè questi professionisti della notizia devono essere considerati per quel che sono: "nulla", ed il nulla non ha nome ne cognome. Demagogia, megalomania, carnevalata... questi alcuni degli aggettivi piu positivi riservati a Grillo per l'organizzazione di questo V-Day. Ma d'altronde cosa ci si poteva aspettare dalla "casta"? Leggo, per esempio : "...nella rabbia dell'Italia giustamente insoddisfatta dalla politica, Beppe Grillo è dunque la carnevalata..."  per questo editorialista, per esempio è giusto scendere in piazza contro la politica che non riesce a soddisfare i desideri dei cittadini, ma naturalmente quella di Beppe Grillo è una carnevalata, perchè va a coinvolgere nel pantano anche i giornalisti e quelli non si toccano perchè difendono la liberta ( la liberta di chi?)!! Un'altra cosa che trapela da questa presa di posizione quasi unanime della "casta" è questa totale mancanza di fiducia nell'intelligenza delle persone; queste persone che stanno gremendo la piazza sono abbindolati dalle parole del comicopredicatore, queste persone hanno bisogno di un tutore!!! Vogliamo dichiararle incapaci di intendere e di volere e denunciare Grillo per circonvenzione d'incapace? 

Io vorrei  domandare solo una cosa ai "giornalisti", a quelli che hanno il tesserino, che non si sa per chi scrivono, ma si sa chi li paga, vorrei chiedere: perchè c'è bisogno in questo paese di un comico per sentire dire le cose che dovreste dire voi? Perchè ho conosciuto meglio questo paese vedendo gli spettacoli di grillo che leggendo i giornali e guardando la televisione? Perchè essere contrari ad un'apertura per la professione di reporter, di sicuro quello che si sta chiedendo non è una censura, anzi, tutto l'opposto!

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Di Francis (del 12/05/2008 @ 12:14:35, in RITRATTI, linkato 203 volte)

Il 9 Maggio 2008 è un anniversario, il 30° anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato. Per anni dimenticato, ricordato solo dai compagni che con lui avevano portato avanti le battaglie nel piccolo comune di Cinisi, poi riportato alla ribalta dal film di Tullio Giordana "I cento passi". Chi era Peppino? Oggi non dovrebbe essere difficile rispondere, c'è molta documentazione sul suo caso. Io cerchero in breve di raccontare la sua esperienza, principalmente per chi ancora non sa e non conosce questa storia ordinaria di Sicilia. Peppino era un ragazzo cresciuto in una famiglia che aveva legami di parentela con la mafia di Cinisi. Il Cognato del padre, Don Cesare Manzella, era il capomafia della famiglia di Cinisi. Era un periodo di cambiamenti all'interno di Cosa Nostra, e mentre i "palermitani" tiravano le file del potere i vecchi capimafia venivano "posati" uno adopo l'altro. Uno di questi fu proprio Don Cesare, fatto saltare in aria con la sua Giulietta. Il suo posto fu preso da Don Tano Badalamenti "l'amico di tutti" a sua volta costretto a scappare in America quando arrivarono al comando dell'organizzazione i "Corleonesi" che rasero al suolo la  dirigenza dell'organizzazione, ma questa è un'altra storia. Peppino vive in questa realta di Cinisi, questo piccolo paese dove "non si muove foglia se Tano non voglia"... Peppino non è come gli altri che si adattano a questa situazione, a questa dittatura del silenzio, a questa vita dove tutto sembra prestabilito e dove tu devi farti "... i cazzi tuoi per campare 100 anni...". Studia  a Palermo e intanto prende parte ai movimenti di lotta contro l'esproprio della terra per l'ampliamento di Punta Raisi. Nasce un movimento legato alle esperienze della sinistra antagonista. Insieme ad alcuni amici stampa un giornale dove scrive la famosa: "Mafia: una montagna di merda". Da questo momento inizia l'isolamento, prima familiare, poi sociale, a questo si aggiungeranno le minacce fin ad arrivare alla sua eliminazione fisica. L'esperienza piu importante credo sia stata quella di Radio Out, Radio Libera autofinanziata dove una ampia pagina di informazione ( controinformazione qualcuno la chiama) trovava spazio nella programmazione. Famosi i suoi programmi di satira dove Peppino si prendeva gioco dei potenti del luogo (stralci scaricabili e ascoltabili sul sito www.peppinoimpastato.com). Nel '78 Peppino si presenta candidato alle elezioni comunali di Cinisi come consigliere in una lista di Democrazia Proletaria. Qualche giorno prima delle consultazioni viene fatto saltare in aria con il tritolo sulla linea ferroviaria Palermo-Trapani.  Che tristezza...
Ucciso 2 volte... prima fisicamente poi moralmente... naturalmente si cercò di sdradicarne il ricordo, le prime indagini parlavano di un terrorista che mentre preparava un attentato dinamitardo saltava in aria (erano i giorni del sequestro Moro). Ma la verita era là, chiara, inoppugnabile e dopo qualche anno finalmente arrivò ufficialmente anche in un aula di tribunale. Il Boss Gaetano Badalamenti è stato condannato per l'omicidio di Peppino Impastato. A noi resta il ricordo di una persona unica, geniale, libera che nessuna sentenza potrà mai piu ridarci. 

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Di Francis (del 14/05/2008 @ 18:28:14, in ATTUALITA', linkato 176 volte)

Non è allarmismo, ma ormai da troppi anni in Italia esiste un problema informazione. Quando ero in Spagna guardavo con curiosità la televisione spagnola... non è molto diversa da quella nostra, i cosiddetti programma spazzatura esistono anche là, i talk show dove si parla delle mutandine di Britney Spears o del matrimonio del "Briatore" spagnolo di turno non mancano. Una cosa pero era diversa: l'impostazione dei notiziari. Abituato ai telegiornali italiani ed alle dichiarazioni degli "onorevoli" che qui occupano il 70 % di qualsiasi notiziario, mi balenò un idea: ".. non è che in Spagna i politici dedicano piu tempo al loro lavoro e meno alle comparse televisive?". Io non capisco perchè in Italia su qualsiasi cosa accada devo sopportarmi una miriade di pareri, prima degli esponenti di governo, poi di quelli dell'opposizione e poi dai "giornalisti" che commentano questi pareri!!! Cosi, sabato sera, ascoltando Marco Travaglio ricevo una conferma indiretta a quello che gia pensavo: l'informazione in Italia viene fatta nelle segreterie dei partiti, sono gli addetti stampa degli onorevoli a creare la notizia ed a deciderne  importanza. Tutto questo perchè in Italia dal dopoguerra ad oggi si è sviluppato un sistema del ".. io ti do, tu mi dai..". Sarà anche normale che un "giornalista" sistemato al vertice di una testata giornalistica, non per la sua bravura ma solo perchè sotto le ali protettive di un politicante, sarà sempre al servizio di costui e anzi cercherà in tutti i modi di difenderlo e aiutarlo dove gli sarà possibile. Naturalmente ci sono giornalisti per chi governa, e giornalisti per l'opposizione, tutti rispondono alla stessa logica. Quando qualcuno esce fuori da questo ruolo, ecco che succede un putiferio. Un giornalista "incontrollato" è un giornalista pericoloso. Non risponde a logiche, quindi non è "ricattabile" e le sue verità fanno male. Nessuno prenderà le sue difese, perchè lui non è schierato con nessuno e tutti (maggioranza e opposizione) si muoveranno per ridurlo al silenzio, chi proponendo e chi lasciando fare. Quello che è successo in questi giorni ne è la dimostrazione. Marco Travaglio, che non è un giornalista di destra ma neanche di sinistra, esterna nel programma di Fazio alcune informazioni tirate fuori da un suo libro sopra al nuovo presidente del senato Renato Schifani. Ed ecco il polverone!!! Non si puo accusare in mancanza di contraddittorio!!! Killeraggio politico!!! Uso improprio della televisione!!! etc etc. Tutte stronzate. Il nostro paesano Renato Schifani se si è sentito offeso dalle dichiarazioni di marco Travaglio fa una bella denuncia per diffamazione e se il giornalista ha detto "cazzate" si ritroverà a risarcire il Senatore (a parte il danno d'immagine che ne ricaverebbe). E' ovvio, direi normale; ognuno è responsabile di quello che dice.
La verità per questo polverone credo sia un'altra. Da alcuni anni Marco Travaglio compare ogni giovedi nel programma di Santoro Anno Zero e come sua abitudine dice cose che non dovrebbe dire. Probabilmente è tutta la trasmissione di Santoro che infastidisce; Anno Zero mostra un Italia che non piace vedere, Anno Zero porta in video la realtà di questo paese senza "tocchi e ritocchi". Non mi piace essere pessimista, ma credo che questo programma abbia a disposizione ormai poco tempo prima di essere cancellato dalla programmazione. Quelli del governo, che mirano a mostrare un paese felice, dove i culi delle veline sostituiranno la "monnezza" di napoli e quelli dell'opposizione, che mirano ad essere l'unica alternativa possibile a questo governo inseguendolo sulla stessa strada, stanno gia pianificando il loro attacco, che sarà morbido ma incisivo.  

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