
Uno storico siciliano, Carlo Ruta è stato condannato a 150 euro di multa (+ 5000 euro di spese processuali) perchè secondo il giudice Patricia Di Marco del tribunale di Modica, dirigeva un blog "www. accadeinsicilia.net" che non rispettava la legge italiana sull’editoria, risalente al 1948. Carlo Ruta avrebbe violato la legge e commesso il reato di stampa clandestina, in quanto il suo blog non risultava registrato presso il tribunale. Secondo la Di Marco, la legge n.62 del 2001, che ha integrato il testo del 1948, accomuna in un sistema unitario la carta stampata e i nuovi media e ha valore generale, tanto che ne consegue l’assoluta equiparabilità di un sito Internet a una pubblicazione a stampa. Io che sono per l'informazione libera senza intermediari e quindi per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti ricevo con sdegno e stupore questa notizia e in attesa di approfondimenti ve la consegno a voi cosi come mi è arrivata.
Non è allarmismo, ma ormai da troppi anni in Italia esiste un problema informazione. Quando ero in Spagna guardavo con curiosità la televisione spagnola... non è molto diversa da quella nostra, i cosiddetti programma spazzatura esistono anche là, i talk show dove si parla delle mutandine di Britney Spears o del matrimonio del "Briatore" spagnolo di turno non mancano. Una cosa pero era diversa: l'impostazione dei notiziari. Abituato ai telegiornali italiani ed alle dichiarazioni degli "onorevoli" che qui occupano il 70 % di qualsiasi notiziario, mi balenò un idea: ".. non è che in Spagna i politici dedicano piu tempo al loro lavoro e meno alle comparse televisive?". Io non capisco perchè in Italia su qualsiasi cosa accada devo sopportarmi una miriade di pareri, prima degli esponenti di governo, poi di quelli dell'opposizione e poi dai "giornalisti" che commentano questi pareri!!! Cosi, sabato sera, ascoltando Marco Travaglio ricevo una conferma indiretta a quello che gia pensavo: l'informazione in Italia viene fatta nelle segreterie dei partiti, sono gli addetti stampa degli onorevoli a creare la notizia ed a deciderne importanza. Tutto questo perchè in Italia dal dopoguerra ad oggi si è sviluppato un sistema del ".. io ti do, tu mi dai..". Sarà anche normale che un "giornalista" sistemato al vertice di una testata giornalistica, non per la sua bravura ma solo perchè sotto le ali protettive di un politicante, sarà sempre al servizio di costui e anzi cercherà in tutti i modi di difenderlo e aiutarlo dove gli sarà possibile. Naturalmente ci sono giornalisti per chi governa, e giornalisti per l'opposizione, tutti rispondono alla stessa logica. Quando qualcuno esce fuori da questo ruolo, ecco che succede un putiferio. Un giornalista "incontrollato" è un giornalista pericoloso. Non risponde a logiche, quindi non è "ricattabile" e le sue verità fanno male. Nessuno prenderà le sue difese, perchè lui non è schierato con nessuno e tutti (maggioranza e opposizione) si muoveranno per ridurlo al silenzio, chi proponendo e chi lasciando fare. Quello che è successo in questi giorni ne è la dimostrazione. Marco Travaglio, che non è un giornalista di destra ma neanche di sinistra, esterna nel programma di Fazio alcune informazioni tirate fuori da un suo libro sopra al nuovo presidente del senato Renato Schifani. Ed ecco il polverone!!! Non si puo accusare in mancanza di contraddittorio!!! Killeraggio politico!!! Uso improprio della televisione!!! etc etc. Tutte stronzate. Il nostro paesano Renato Schifani se si è sentito offeso dalle dichiarazioni di marco Travaglio fa una bella denuncia per diffamazione e se il giornalista ha detto "cazzate" si ritroverà a risarcire il Senatore (a parte il danno d'immagine che ne ricaverebbe). E' ovvio, direi normale; ognuno è responsabile di quello che dice.
La verità per questo polverone credo sia un'altra. Da alcuni anni Marco Travaglio compare ogni giovedi nel programma di Santoro Anno Zero e come sua abitudine dice cose che non dovrebbe dire. Probabilmente è tutta la trasmissione di Santoro che infastidisce; Anno Zero mostra un Italia che non piace vedere, Anno Zero porta in video la realtà di questo paese senza "tocchi e ritocchi". Non mi piace essere pessimista, ma credo che questo programma abbia a disposizione ormai poco tempo prima di essere cancellato dalla programmazione. Quelli del governo, che mirano a mostrare un paese felice, dove i culi delle veline sostituiranno la "monnezza" di napoli e quelli dell'opposizione, che mirano ad essere l'unica alternativa possibile a questo governo inseguendolo sulla stessa strada, stanno gia pianificando il loro attacco, che sarà morbido ma incisivo.
Il giorno dopo il V-Day è quello della consapevolezza. La certezza che l'italia non è solo un gregge di pecore guidato dai cani "di mannara". E' inutile ricordare i numeri del grande successo della manifestazione, piu utile aprire alcune rifflessioni. Ho letto alcuni articoli di commento sulla manifestazione, questa volta, piu della prima, la stampa non poteva ignorare. Non voglio fare pubblicità gratuita a questi editorialisti e quindi non scrivero nomi e cognomi, perchè questi professionisti della notizia devono essere considerati per quel che sono: "nulla", ed il nulla non ha nome ne cognome. Demagogia, megalomania, carnevalata... questi alcuni degli aggettivi piu positivi riservati a Grillo per l'organizzazione di questo V-Day. Ma d'altronde cosa ci si poteva aspettare dalla "casta"? Leggo, per esempio : "...nella rabbia dell'Italia giustamente insoddisfatta dalla politica, Beppe Grillo è dunque la carnevalata..." per questo editorialista, per esempio è giusto scendere in piazza contro la politica che non riesce a soddisfare i desideri dei cittadini, ma naturalmente quella di Beppe Grillo è una carnevalata, perchè va a coinvolgere nel pantano anche i giornalisti e quelli non si toccano perchè difendono la liberta ( la liberta di chi?)!! Un'altra cosa che trapela da questa presa di posizione quasi unanime della "casta" è questa totale mancanza di fiducia nell'intelligenza delle persone; queste persone che stanno gremendo la piazza sono abbindolati dalle parole del comicopredicatore, queste persone hanno bisogno di un tutore!!! Vogliamo dichiararle incapaci di intendere e di volere e denunciare Grillo per circonvenzione d'incapace?
Io vorrei domandare solo una cosa ai "giornalisti", a quelli che hanno il tesserino, che non si sa per chi scrivono, ma si sa chi li paga, vorrei chiedere: perchè c'è bisogno in questo paese di un comico per sentire dire le cose che dovreste dire voi? Perchè ho conosciuto meglio questo paese vedendo gli spettacoli di grillo che leggendo i giornali e guardando la televisione? Perchè essere contrari ad un'apertura per la professione di reporter, di sicuro quello che si sta chiedendo non è una censura, anzi, tutto l'opposto!
Venerdi 25 Aprile ci sarà il secondo VDay organnizzato dagli amici di Beppe Grillo. Questa volta la giornata sarà dedicata all'informazione, un'informazione che ho definito dopata nella presentazione di questo blog. Saranno promossi 3 referendum che mirano all'abolizione dell'ordine dei giornalisti ed all'abbattimento della "casta" che insieme all'altra (quella politica) governano l'Italia da sempre. Una volta i popoli si conquistavano con la forza, gli eserciti scendevano e salivano e militarmente occupavano un territorio obbligando le persone che vi abitavano a diventare sudditi del Re o dell'Imperatore che li aveva conquistati. L'elemento discriminante quindi era la forza fisica, con quella, i popoli sottomettevano altri popoli. Con il progresso e lo sviluppo delle comunicazione tutto questo si è rivelato superato... la forza si usa ma in casi davvero estremi, quando non se ne puo fare a meno. Si è passato ad un'annessione delle coscienze che passivamente subiscono i messaggi e la propaganda del piu forte di turno. Prendiamo un esempio: il Tibet. La Cina lo occupò militarmente nel 1950, nel 1959 si scateno la repressione cinese sopra a Lhasa. I monaci furono sterminati, i monasteri chiusi, il Dalai Lama costretto a riparare in India. Da allora, c'è la volontà del governo cinese di annientare totalmente la cultura tibetana. Quindi una propaganda martellante sui mass media (in Cina la chiamano libera informazione) e il tentativo di cancellare la lingua tibetana, l'idioma... da sempre segnale di riconoscimento di un popolo (alle scuole si insegna il cinese). Altro esempio è l'Italia. Il regno d'italia non è mai esistito. Dall'impero romano in poi l'Italia è stata sempre suddivisa in un numero di stati e staterelli sottomessi a volte all'Impero di turno. L'Italia era unita solo sotto l'Impero Romano. Garibaldi riusci a unire l'Italia sotto la bandiera dei Savoia, ma nonostante tutto, sino agli anni '60, culturalmente il bel paese continuava ad essere diviso in regioni. In quello che non riuscirono gli eserciti e le forze di polizia, riusci la televisione. La televisione in 20 anni cancellò una ventina di dialetti e porto le persone a sentirsi figli di un'unica nazione. La propaganda lavora sulla coscienza, alla base dei desideri, la propaganda apparentemente ti lascia libero di scegliere, ma in realtà non hai scampo, perchè i tuoi pensieri sono basati sui dati che loro ti hanno dato, la tua coscienza è stata nutrita per anni. Per questo, spesso la gente è infelice e non sa nemmeno perchè... il corso della loro esistenza è stato deviato da una propaganda a cui non importa dello star bene delle persone; la loro vita è innaturale, seguono falsi desideri e lottano per raggiungerli e, dopo che li hanno realizzati non si sentono appagati. Ecco da dove nascono le frustrazioni, i maggiori problemi dell'uomo moderno. Naturalmente l'informazione è alla base di tutto questo. Una informazione libera ti da la possibilità di scegliere, di decidere per la tua vita, di vedere le cose a 360°, perchè non esiste una sola verità ma tante verità, a secondo di dove le guardi.
Io firmerò per il referendum, augurandomi che tanti altri lo faranno perchè la vera libertà nasce dalla libera informazione.