Il 9 Maggio 2008 è un anniversario, il 30° anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato. Per anni dimenticato, ricordato solo dai compagni che con lui avevano portato avanti le battaglie nel piccolo comune di Cinisi, poi riportato alla ribalta dal film di Tullio Giordana "I cento passi". Chi era Peppino? Oggi non dovrebbe essere difficile rispondere, c'è molta documentazione sul suo caso. Io cerchero in breve di raccontare la sua esperienza, principalmente per chi ancora non sa e non conosce questa storia ordinaria di Sicilia. Peppino era un ragazzo cresciuto in una famiglia che aveva legami di parentela con la mafia di Cinisi. Il Cognato del padre, Don Cesare Manzella, era il capomafia della famiglia di Cinisi. Era un periodo di cambiamenti all'interno di Cosa Nostra, e mentre i "palermitani" tiravano le file del potere i vecchi capimafia venivano "posati" uno adopo l'altro. Uno di questi fu proprio Don Cesare, fatto saltare in aria con la sua Giulietta. Il suo posto fu preso da Don Tano Badalamenti "l'amico di tutti" a sua volta costretto a scappare in America quando arrivarono al comando dell'organizzazione i "Corleonesi" che rasero al suolo la dirigenza dell'organizzazione, ma questa è un'altra storia. Peppino vive in questa realta di Cinisi, questo piccolo paese dove "non si muove foglia se Tano non voglia"... Peppino non è come gli altri che si adattano a questa situazione, a questa dittatura del silenzio, a questa vita dove tutto sembra prestabilito e dove tu devi farti "... i cazzi tuoi per campare 100 anni...". Studia a Palermo e intanto prende parte ai movimenti di lotta contro l'esproprio della terra per l'ampliamento di Punta Raisi. Nasce un movimento legato alle esperienze della sinistra antagonista. Insieme ad alcuni amici stampa un giornale dove scrive la famosa: "Mafia: una montagna di merda". Da questo momento inizia l'isolamento, prima familiare, poi sociale, a questo si aggiungeranno le minacce fin ad arrivare alla sua eliminazione fisica. L'esperienza piu importante credo sia stata quella di Radio Out, Radio Libera autofinanziata dove una ampia pagina di informazione ( controinformazione qualcuno la chiama) trovava spazio nella programmazione. Famosi i suoi programmi di satira dove Peppino si prendeva gioco dei potenti del luogo (stralci scaricabili e ascoltabili sul sito www.peppinoimpastato.com). Nel '78 Peppino si presenta candidato alle elezioni comunali di Cinisi come consigliere in una lista di Democrazia Proletaria. Qualche giorno prima delle consultazioni viene fatto saltare in aria con il tritolo sulla linea ferroviaria Palermo-Trapani. Che tristezza...
Ucciso 2 volte... prima fisicamente poi moralmente... naturalmente si cercò di sdradicarne il ricordo, le prime indagini parlavano di un terrorista che mentre preparava un attentato dinamitardo saltava in aria (erano i giorni del sequestro Moro). Ma la verita era là, chiara, inoppugnabile e dopo qualche anno finalmente arrivò ufficialmente anche in un aula di tribunale. Il Boss Gaetano Badalamenti è stato condannato per l'omicidio di Peppino Impastato. A noi resta il ricordo di una persona unica, geniale, libera che nessuna sentenza potrà mai piu ridarci.