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Titolo
Secondo voi la mafia cos'è?

 Un bene per la nostra società perchè crea ricchezza.
 Una società segreta che si fa gli affari suoi e non incide sulle nostre vite.
 Lo Stato.
 Il male peggiore.



Ci sono 1 persone collegate


10/09/2010 @ 0.31.42
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\\ Home Page : Storico : SOPRAVVIVENZA (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Francis (del 19/11/2008 @ 19:25:45, in SOPRAVVIVENZA, linkato 165 volte)
Per quei pochi eletti che hanno deciso di non fare nervi con windows vista, e felicemente adoperano il free software (Linux per intenderci) ma che comprando il computer si sono trovati il "pacco" preinstallato, c'è la possibilità di chiedere il rimborso del costo del sistema operativo. Per fare questo pero bisogna seguire una procedura; come prima cosa non accettare il contratto della microsoft e formattare il computer ... comunque, vi passo la link del sito dell'ADUC (associazione per i diritti degli utenti e dei consumatorii)  dove c'è tutto... procedura, moduli etc. etc. 

http://www.aduc.it/dyn/rimborsowindows/
 
Di Francis (del 16/09/2008 @ 12:41:19, in SOPRAVVIVENZA, linkato 209 volte)
Questa è una storia vera, non è la sceneggiatura di un film con Robin Williams; tutto quello che leggerete in quest'articolo è verificabile in internet.
Il professor Antanas Mockus stava tenendo una lezione nell'aula magna dell'Università di Bogotà a un pubblico distratto di studenti, figli di una città dove agli incroci ci si sparava addosso per stabilire chi avesse la precedenza. Il professore decise che voleva assolutamente farsi ascoltare. Era convinto di avere cose importanti da dire. Quindi salì in piedi sulla cattedra, si calò i calzoni e le mutande e mostrò il sedere agli studenti che ammutolirono. Il professore concluse la sua lezione e lasciò l'aula magna. Gli studenti erano ancora paralizzati a bocca aperta. Il professore venne espulso dall'università per comportamento disdicevole.
Allora si arrabbiò e decise di presentarsi alle elezioni con un partito dal nome assurdo: "Partito visionario". Vinse le elezioni. Il suo programma di governo mirò innanzi tutto a dare ai cittadini la sensazione che qualche cosa stesse cambiando. Bisognava far diminuire la criminalità. Ma come fare? Antanas Mockus iniziò da un problema secondario, contiguo a quello della criminalità, di grande visibilità e relativamente semplice da affrontare con una terapia d'urto. La questione del traffico. E di questa questione secondaria affrontò la parte più semplice e visibile: i semafori. Nessuno si fermava ai semafori. L'idea fu che il rispetto delle segnalazioni semaforiche sarebbe stato un micro shock positivo per la città. Si decise per un'azione "molto comunicativa". (Ovviamente oltre all'azione spettacolare dovevano essere varate misure strutturali e questo fu fatto, come vedremo, solo successivamente). Il sindaco agì in modo inaspettato. Vennero ingaggiati tutti i clown della città e una bella mattina gli automobilisti di Bogotà trovarono i semafori presidiati da gruppi di clown che piangevano a spruzzo se non ci si fermava col rosso e invece danzavano e offrivano fiori a chi rispettava le precedenze. Contemporaneamente vennero distribuiti centinaia di migliaia di cartoncini con disegnato sopra il pugno con il pollice in alto nel gesto di "OK!". Lo stesso cartoncino rovesciato, pollice verso, significa disapprovazione. Ai semafori si vedevano i clown utilizzare questi cartoncini per approvare o disapprovare il comportamento degli automobilisti. E molti iniziarono a imitarli. E ben presto si scoprì che i bogotesi temevano più le prese in giro dei clown e degli altri automobilisti delle multe dei vigili. Il traffico iniziò a regolarizzarsi. Intanto vennero prese misure strutturali, venne raddoppiato il numero dei mezzi pubblici e vennero escogitati sistemi efficienti di sostegno alle famiglie povere, dando loro la possibilità di costruirsi case decenti sui terreni pubblici e trasformando la raccolta dei rifiuti in una risorsa per i più poveri: cibo, medicine e libri in cambio di rifiuti raccolti in modo differenziato. Così la macchina inefficiente di raccolta dell'immondizia, grazie a sistemi di riciclo e di valorizzazione, fornì lavoro per migliaia di persone attraverso una micro-organizzazione del servizio. E la città iniziò a essere pulita. Ha dato vita al programma Cavalieri della Zebra, per far in modo che i cittadini riconoscessero i bravi taxisti. In quindici giorni ne furono identificati 200, che formarono i primi Cavalieri della Zebra. Alla fine del suo mandato arrivarono ad essere 40.000. Creò le notti delle donne, durante le quali gli uomini restavano a casa mentre le loro mogli uscivano per le strade che di solito evitavano per paura. La prima notte delle donne riunì 70.000 donne per le strade. Propose di cambiare nelle chiese armi da fuoco e coltelli per buoni per regali natalizi. Creò la Legge Carota e chiese a bar e ristoranti di chiudere all’una del mattino per diminuire il consumo alcolico e di conseguenza la violenza cittadina. In un momento di scarsità d’acqua Mockus apparve in televisione facendosi una doccia, chiudendo il rubinetto dell’acqua mentre si insaponava, e chiedendo ai suoi cittadini di fare lo stesso. In due mesi la gente usava il 14% in meno di acqua. Oggi questa percentuale è arrivata a 40. E via di questo passo, semplificando la burocrazia e razionalizzando il sistema. Ma il punto di svolta nella coscienza che la città aveva di se stessa corrispose all'azione iniziale dei clown ai semafori e all'affermazione della cultura del rispetto del codice della strada. Le misure "a lungo termine" non erano state ancora realizzate ma già il numero di omicidi, rapine, violenze, suicidi, era drasticamente diminuito.
 
Di Nignux (del 15/09/2008 @ 13:30:34, in SOPRAVVIVENZA, linkato 156 volte)

Un mondo fondato sulla condivisione piuttosto che sull'accumulazione di beni e saperi. Sogno? Utopia? Vi state chiedendo se io creda anche a Babbo Natale?

Eppure, da più di un ventennio ormai, grazie alla possibilità di comunicare tramite computer, milioni di persone stanno riscoprendo il concetto di condivisione. E non sto parlando semplicemente di scaricare musica da internet. Il fatto è che ogni vera innovazione tecnologica porta con mutamenti dai quali è impossibile tornare indietro. Quello del cosiddetto "peer to peer" o P2P, ovvero la possibilità di condividere file in rete, è infatti solo un aspetto di ciò che negli ultimi anni sta prendendo le sembianze di vero e proprio fenomeno sociale e di costume. E dall'ambito meramente informatico si sta ormai estendendo a quello artistico, creativo, didattico, culturale.

Ma procediamo con ordine.

Tutto nasce da un ricercatore del MIT (Massachussetts Institute of Technology) che, stanco di non poter modificare il software che usava sul posto di lavoro, in quanto soggetto ad una licenza d'uso che ne impediva qualunque “intromissione” (come tutto il software non libero o "proprietario", come poi verrà definito), decise di lanciare un progetto impegnativo quanto ambizioso.

Grazie alla formulazione di un nuovo tipo di licenza software, la GNU GPL (General Public License), e coinvolgendo programmatori pronti a contribuire, nel 1983 Richard Stallman, questo il nome del ricercatore, lancia un progetto per creare un intero sistema operativo libero, GNU, fondando, nel 1985, la Free Software Foundation.

Il progetto in pochi anni riesce a coinvolgere sempre più entusiasti ma agli inizi degli anni Novanta non ha ancora sviluppato il nucleo del sistema, la parte più impegnativa e complessa. Nel 1991, uno studente finlandese, tale Linus Torvalds, insoddisfatto del sistema operativo usato all'università, il Minix, decide di riscriverne il nucleo per divertimento, ma soprattutto lo mette a disposizione della comunità mondiale di programmatori in rete, che nel giro di pochi anni lo trasformano nel sistema più usato per i server web: il sistema operativo GNU/Linux. Il modello di sviluppo condiviso del software, contrariamente anche alle convinzioni tradizionali, si rivela una carta vincente e questo fa si che in giro per il mondo si creino vaste comunità di sviluppatori, ma anche di utenti, che contribuiscono attivamente testando i programmi. Con gli anni '90, Internet si diffonde con una velocità impressionante e Linux segue i suoi passi, mentre  cominciano anche a nascere le prime comunità virtuali per la condivisione di file e la prima enciclopedia universale libera: Wikipedia.

Nel 2002 vengono messe a disposizione le Licenze Creative Commons che si ispirano al modello copyleft (come la GPL), già diffuso negli anni precedenti in ambito informatico, e  possono essere applicate a tutti i tipi di opere dell'ingegno. Si diffonde così oltre i confini del software una nuova maniera di proteggere i diritti d'autore, che prende le mosse dalla necessità di arricchimento reciproco attraverso la condivisione e dalla consapevolezza che nell'era dell'informazione non ha senso mettere i lucchetti ai saperi. Ma come funzionano queste licenze?

Le Creative Commons stabiliscono una clausola fondamentale rispetto all'attribuzione della paternità dell'opera, che deve essere sempre riconosciuta, dando poi la possibilità avere diversi gradi di apertura nella condivisione del materiale protetto dalla licenza.

Come per il software è prevista la clausola del cosiddetto "share alike" che impone, a chiunque voglia redistribuire o modificare l'opera, di farlo sotto lo stesso tipo di licenza.

Una sorta di circolo virtuoso che impedisce a chiunque di mettere un “marchio” a ciò che è stato reso libero (per informazioni sulle Creative Commons: http://creativecommons.it/Licenze , per capire come non sia controprodcente per gli autori: http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/copyleft_booklet.html  ).

Ancora convinti che Babbo Natale non esiste?

 

by Nignux

 
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